Fave Livornesi e Ossi di Morto

Tipico dolcetto autunnale che ci è arrivato fino dall’epoca romana, tempo in cui veniva utilizzato per onorare i defunti. A seconda della regione assume nomi diversi, con leggere varianti nella preparazione. L’Artusi chiama questi dolci “Fave alla romana” * mentre il Righi Parenti nel “La Cucina Toscana” li definisce “Fave livornesi e Ossi di morto”.
Oltre alla forma, la differenza tra Fave e Ossi di morto è che per le prime si usano uova intere, mentre per i secondi solo gli albumi.
* Vedi artusi pag. 203

Ingredienti

  • 250 gr di mandorle sbucciate
  • 150 gr. di zucchero
  • 150 gr di farina
  • 30 gr. di burro
  • 1 uovo intero (per gli ossi di morto solo albumi 2)
  • buccia arancia o limone grattugiata
  • Aromi vaniglia, coriandolo, cannella

Preparazione

Macinare le mandorle e unirle agli altri ingredienti formando un’ impasto morbido e non troppo secco.
Utilizzando un po’ di farina per non far attaccare l’impasto alle mani, modellare dei cilindretti di circa un dito di spessore.

Tagliare i cilindretti a pezzi e schiacciandoli dare la forma tipica delle fave. Per gli ossi di morto modellare sfere appiattite alle estremità, riproducendo la forma tipica del femore.

Disporre i dolcetti su una teglia imburrata e spolverata di farina, e con un pennello bagnarli uno ad uno di albume; mettere poi in forno moderato (150° – 160°) a cuocere per una ventina di minuti.

Abbinamento

Moscato o Aleatico dell’Elba

Difficoltà

BASSA

Spunti & trucchi

E’ possibile montare gli albumi a neve e unirli al resto, per realizzare un dolcetto più leggero.